Papa           

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PAPA BENEDETTO XV -via-

Itinerario: Piazza Moro-via Beato-via Rutigliano Giuseppe

da via Rutigliano Giuseppe a prop. privata 2^traversa lato sinistro

Delibera C.C. n.11 del 26.10.1978

 

(al secolo Giacomo della Chiesa). Papa (Genova 1854-Roma 1922). Avvocato (1875), sacerdote (1878), sostituto alla segreteria di Stato (1901), arcivescovo di Bologna (1907-14) e cardinale (1914), venne eletto papa nello stesso anno. Fu il papa della pace e di essa fece il motivo fondamentale della sua vasta attività pastorale, facendo echeggiare il suo paterno invito ancora alla vigilia del conflitto ("Tutto è salvato con la pace, tutto è perduto con la guerra") e prestandosi con sollecitudine ad alleviare tante sventure quando il suo appello alla pace rimase inascoltato. Intervenne infatti personalmente e tramite l'Opera dei prigionieri (istituzione da lui diretta), a favore dei prigionieri di guerra, dei detenuti politici, delle popolazioni invase. A tutta questa immensa opera si aggiungeva l'intensa attività diplomatica volta a far "cessare l'inutile strage". Dopo la guerra la carità di questo papa raggiunse ancora profughi, affamati e bisognosi di gran parte d'Europa. Il frutto di quest'opera fu palese nell'alto credito che la Santa Sede seppe riacquistare presso i diversi Stati (durante il pontificato di B. furono raddoppiate le rappresentanze diplomatiche in Vaticano), ma soprattutto presso le popolazioni, che avevano sentito il calore spirituale della carità del papa. Intensa fu pure la sua opera per la riunione delle Chiese d'Oriente (istituzione della congregazione per le Chiese orientali), per l'espansione missionaria (enciclica Maximum illud del 1919), per l'organizzazione dei seminari. Con la costituzione apostolica Providentissima Mater, B. promulgò il codice di diritto canonico (1917); mantenne la condanna del modernismo, ma ne attenuò i rigori, fu incline alla soluzione della Questione romana (colloqui Orlando-Ceretti, 1919), diede la sua approvazione alla fondazione del Partito Popolare Italiano (1919), celebrò numerose canonizzazioni, in particolare quella di Santa Giovanna d'Arco, che si rivelò anche un saggio atto politico, permettendo la ripresa delle relazioni tra la Santa Sede e il governo francese.

Su questa strada abita 1 famiglia per un totale di 3 persone.

PAPA GIOVANNI XXIII -via-

Itinerario: Piazza Moro-via Beato

da via Beato Giacomo a via Papa Pio IX 11^traversa lato destro

Delibera C.C. n.10 bis DEL 6.2.1970

 

(Angelo Giuseppe Roncalli-Sotto il Monte"Bergamo" 1881-Roma 1963).Nato in una famiglia di contadini benestanti, compì gli studi ecclesiastici nel collegio S. Apollinare in Roma. Ordinato sacerdote nel 1904, ritornò a Bergamo dove divenne segretario del vescovo Radini-Tedeschi. Chiamato alle armi allo scoppio della prima guerra mondiale, fu dapprima sergente di sanità, poi tenente cappellano. Nel 1921 Papa Benedetto XV gli affidò l’incarico di riorganizzare la partecipazione dei laici all’opera missionaria di Propaganda Fide, e con quest'incarico iniziava la propria attività nell’ambito della diplomazia pontificia. Nel 1925, fu nominato da Pio XI arcivescovo di Agropoli e inviato come visitatore apostolico in Bulgaria dove rimase per dieci anni. Nel 1935 fu inviato come delegato pontificio in Turchia e in Grecia e nel 1944 nominato Nunzio a Parigi. La sua lunga attività diplomatica si concluse nel 1953, quando fu nominato cardinale e patriarca di Venezia. Succedette nel 1958 a Pio XII. Pubblicò le Encicliche Mater, Magistra e Pacem in Terris, convocò il Concilio Vaticano II.

La sua attività resta nel ricordo della Chiesa come quello di un pontefice ispirato e fecondo, che ha impresso una svolta vigorosa i cui effetti si faranno sentire ancora a lungo.

Su questa strada abitano 20 famiglie per un totale di 54 persone.

PAPA GIOVANNI PAOLO II (Karol Josef Wojtyla) -via-

Itinerario: da Piazza Moro, Piazza del Popolo Da Piazza del Popolo A via 24 maggio

Delibera G.M. n.52 del 2.4.2005

Papa (1978), nato il 18 maggio 1920 a Wadowice (Cracovia) deceduto a Roma il 2 aprile 2005 ore 21.37 Figlio di Karol, militare di carriera e di Emilia Kaczorowska, che perde a soli nove anni. Finiti brillantemente gli studi liceali, nel 1938 si trasferisce a Cracovia con il padre ed inizia a frequentare la Facoltà di Filosofia dell'università jagiellonica. S'iscrive anche allo Studio 38, circolo teatrale che durante la seconda guerra mondiale va avanti clandestinamente. Nel 1940 lavora come operaio nelle cave presso Cracovia. Evita così la deportazione ed i lavori forzati nel Terzo Reich tedesco. Nel febbraio del 1941 muore il padre. Nella primavera del 1942 viene trasferito dalla cava alla fabbrica Solvay. Nello stesso anno inizia a frequentare alcuni corsi clandestini della Facoltà di Teologia dell'Università Jagiellonica come seminarista dell'arcidiocesi di Cracovia. Nel marzo 1943 interpreta la parte del protagonista nella prima del Samuel Zborowski di Juliusz Slowacki. È la sua ultima comparsa sulle scene teatrali. Nell'agosto del 1944 l'arcivescovo Sapieha lo trasferisce, insieme ad altri seminaristi clandestini, nel Palazzo dell'arcivescovado. Vi rimarrà fino alla fine della guerra. Continua così gli studi ed interrompe il lavoro in fabbrica. Il primo novembre 1946 è ordinato sacerdote, dopo pochi giorni parte per proseguire gli studi a Roma, dove alloggia presso i Pallottini, in Via Pettinari. Nel 1948 discute la sua tesi di laurea Doctrina de fide apud S. Joannem de Cruce. Rientra da Roma in Polonia, dove, come viceparroco viene destinato alla parrocchia di Niegowiæ presso Gdów. Il Senato accademico dell'Università Jagiellonica, dopo avergli riconosciuto i titoli degli studi compiuti nel 1942-1946 a Cracovia e i successivi all'Angelicum di Roma, gli assegna il titolo di dottore con la qualifica di ottimo. Nel 1949 viene richiamato a Cracovia, diventando viceparroco della parrocchia di S. Floriano. Ottenuta l'abilitazione alla docenza, insegna etica sociale cattolica alla Facoltà teologica dell'Università jagiellonica. Abolita questa facoltà, viene organizzata una nuova facoltà teologica presso il seminario di Cracovia, dove continua la docenza; insegna poi etica all'Università cattolica di Lublino. Nel 1964, nominato arcivescovo metropolita di Cracovia, s'insedia ufficialmente nella Cattedrale del Wawel. Tra il 1962 e il 1964 partecipa alle quattro sessioni del Concilio Vaticano II. Il 28 giugno 1967 viene creato cardinale da Paolo VI. Nel 1972 esce Alle basi del rinnovamento. Studio sull'attuazione del Concilio Vaticano II. Nel novembre 1974 visita San Giovanni Rotondo. Vi era stato la prima volta durante gli anni di studio romani ed aveva incontrato Padre Pio. Il 6 agosto 1978 muore Paolo VI, Karol Wojtyla partecipa alle esequie ed al conclave che, il 26 agosto 1978, elegge Giovanni Paolo I (Albino Luciani). In seguito alla improvvisa morte di quest'ultimo, il 14 ottobre 1978 inizia un nuovo Conclave e il 16 ottobre 1978 il cardinale Karol Wojtyla viene eletto Papa con il nome di Giovanni Paolo II. E' il 263° Successore di Pietro. Il primo Papa non italiano dal sedicesimo secolo: l'ultimo, infatti, era stato l'olandese Adriano VI, morto nel 1523. Il Pontificato di Giovanni Paolo II si caratterizza in particolar modo per i viaggi apostolici. E' stato calcolato, infatti, che in poco più di venti anni, il Papa ha percorso ben 1.099.303 chilometri. Di particolare importanza, sono i viaggi nei paesi dell'Est europeo, che sanciscono la fine dei regimi comunisti e quelli in zone di guerra quali Sarajevo (aprile 1997) e Beirut (maggio 1997), che rinnovano l'impegno della Chiesa cattolica per la pace. Storico anche il suo viaggio a Cuba (gennaio 1998) e l'incontro con Fidel Castro. Il 13 maggio 1981 Giovanni Paolo II subisce un attentato terroristico: Ali Agca, un giovane turco, nascosto tra la folla in piazza San Pietro, gli spara due colpi di pistola, ferendolo gravemente all'addome. Il Papa viene ricoverato al Policlinico Gemelli, dove rimane in sala operatoria per sei ore. L'attentatore viene arrestato. Una volta ristabilitosi, il Papa, perdonerà colui che aveva tentato di ucciderlo, andando a trovare Agca in carcere, in una visita rimasta storica. Considerato da alcuni un conservatore, per via del duro richiamo all'ortodossia, alla centralità pontificale e romana, alla tradizione, sono tuttavia da sottolineare i molti contatti stabiliti con altre confessioni religiose (protestanti, ortodossi, ebrei). Nel 1986 visita la sinagoga di Roma: nessun altro Pontefice lo aveva mai fatto prima, e, nel 1993, stabilisce le prime relazioni diplomatiche ufficiali tra Israele e Santa Sede. Da ricordare anche l'importanza data al dialogo con le nuove generazioni e l'istituzione, nel 1986, della Giornata mondiale della gioventù, che da allora, viene celebrata ogni anno, la Domenica delle Palme, in tutte le diocesi. Ogni due anni, poi, i giovani cattolici di tutto il mondo si stringono intorno al Santo Padre in un raduno internazionale: quello di Roma, nel 2000, è stato uno degli eventi più importanti e coinvolgenti del Grande Giubileo. I maggiori documenti dottrinali di Giovanni Paolo II sono l'esortazione apostolica Catechesi tradendae (1979) e le encicliche Redemptor hominis (1979), Dives in misericordia (1980), Laborem exercens (1981), Slavorum apostoli (1985), Dominum et vivificantem (1986), Redemptoris mater (1987), Sollicitudo rei socialis (1988), Redemptoris missio (1990), Centesimus Annus (1991), Veritatis splendor (1993), Evangelium vitae (1995), Ut unum sint (1995), Fides et Ratio (1998). Al Giubileo dell'anno 2000 è dedicata la Lettera apostolica Tertio millennio adveniente (1994). Durante il suo pontificato, inoltre, è stato pubblicato il nuovo Catechismo della Chiesa cattolica (1992). Tra le opere non dottrinali, il libro-intervista Varcare la soglia della speranza, uscito in contemporanea in tutto il mondo nel 1994, e l'autobiografico Dono e mistero - Nel cinquantesimo del mio sacerdozio (1996). I suoi meriti "laici" sono riconosciuti anche dai critici più severi, come il giornalista spagnolo Juan Arias, autore di un polemico Giovanni Paolo II: assolutismo e misericordia: "Si può dire che sia stato il Papa più laico di questo secolo, nonostante sia al tempo stesso un Papa con una forte carica mistica. Wojtyla ha contribuito molto a desacralizzare il papato, anche se paradossalmente ha rafforzato l'immagine del Papa in quanto tale". Jas Gawronsky, nel suo libro-intervista Il mondo di Giovanni Paolo II del 1994, scrive: "Oggi non ci sono più grandi leader, re, imperatori: nessuno come questo Papa, consapevole di essere l'unico rappresentante di duemila anni di storia, si eleva come simbolo, come esempio, come giudice, di una società mondiale in crisi". Uno dei sostenitori della figura di Giovanni Paolo II è George Weigel, che ha scritto molto su questo Papa e che lo definisce: "Non solo l'uomo del secolo, ma il profeta del nuovo millennio". Mentre John Wilkins, direttore di un settimanale cattolico a Londra ha dichiarato alla rivista People: "Credo che Giovanni Paolo II sia un grande uomo, ma non credo che sia un grande Papa". Robert Moynihan, direttore della rivista Inside the Vatican (dentro il Vaticano) divide il pontificato di papa Wojtyla in due momenti diversi: "Nella prima fase il nuovo Papa polacco è stato l'anello di congiuntura tra le due superpotenze. Il suo cavallo di battaglia sono stati i diritti umani, il diritto al lavoro e a professare la propria religione". Dopo il crollo del comunismo: "Il Papa ha combattuto soprattutto per i diritti umani. E in alcuni casi ha avuto parole aspre nei confronti dell'America, per esempio, durante la guerra del Golfo". "Ha cambiato il modo di essere Papa" afferma Padre Thomas Reese, direttore del giornale America e autore del libro Dentro il Vaticano. "Era tradizione che il Papa rimanesse in Europa. Ma questo Papa, con i suoi viaggi e con il rapporto con i media che ha saputo creare, ha suscitato un'enorme attenzione per il suo ruolo aiutando e incoraggiando la Chiesa in tutto il mondo". "Verrà ricordato come il più grande tra i papi dell'epoca moderna", ha detto il reverendo Billy Graham alla rivista Time: "E' stato la coscienza dell'intero mondo cristiano". Di lui Enzo Biagi ha detto in un'intervista: "Il tratto principale del pontificato di Giovanni Paolo II mi sembrano le grandissime aperture, che nascono anche dalla sua cultura e dalle sue origini. E' fin ridicolo dire che è un grande Papa. E' un Papa che ha vissuto il suo tempo e che ha aperto anche in politica delle strade nuove, pur arrivando dopo predecessori di grande statura. E' un Papa che ha parlato con i rabbini e i maomettani".

PAPA PAOLO I -via-

Itinerario: Piazza Moro-via Beato-via Rutigliano Giuseppe

da via Rutigliano G.ppe a Prop.privata 5^traversa lato sinistro

Delibera C.C. n.11 del 26.10.1978

 

Albino Luciani-Canale d'Agordo"Belluno 1912- Città del Vaticano 1978".Patriarca di Venezia, venne eletto Papa il 26.8.1978 fra la sorpresa generale e dopo quattro votazioni, tutte in una giornata, il 263° successore di Pietro sulla cattedra di vescovo di Roma. Figlio di un operaio e da una fervente cattolica. Ordinato prete nel 1935, seguì a Roma i corsi di dogmatica alla Pontificia Università Gregoriana, laureandosi con una tesi sul pensiero di Rosmini. Nel 1958 fu nominato, da Papa Giovanni, vescovo di Vittorio Veneto ove trascorse 11 anni. Dopo la morte del cardinale Urbani, fu chiamato a succedergli nella sede patriarcale di Venezia. Nemico della forma burocratica, amava trattenere stretti rapporti con i parroci attraverso una fitta corrispondenza. Del patriarca Luciani conviene ricordare un singolarissimo volume, dal titolo "Illustrissimi" : una raccolta di lettere da lui indirizzate a famosi personaggi del passato e del presente, quali Goldoni, Manzoni, Wolfgang e Maria Teresa d’Austria. Questo l’uomo che il 26 agosto divenne papa. Alla gente piacque subito, non appena si affacciò alla loggia vaticana per impartire la benedizione, piacque per la semplicità del sorriso e del gesto. Morì il 28.9.1978 stroncato nel suo letto da un infarto cardiaco. Aveva regnato in tutto 33 giorni.

PAPA PAOLO VI -via-

Itinerario: Piazza Moro-via Beato-via Rutigliano Giuseppe

da via Rutigliano G.ppe a via Loverro A. 4^traversa lato sinistro

Delibera C.C. n.11 del 26.10.1978

(Al secolo Giovanni Battista Montini). Papa (Concesio, Brescia, 1897-Castel Gandolfo 1978), figlio di Giorgio, deputato del Partito Popolare per tre legislature; appartenente a una cospicua famiglia borghese di forti tradizioni cattoliche, G. B. Montini, compiuti gli studi presso il collegio Arici, entrò nel seminario di Brescia dove fu ordinato sacerdote il 29 maggio 1920. Nel 1924 era già aiutante nella Segreteria di Stato; parallelamente ebbe l'incarico di assistente sociale della F.U.C.I. Nel 1937 fu nominato sostituto della Segreteria di Stato; nel 1944 divenne con monsignor Tardini il collaboratore più stretto di Pio XII. Il successivo ventennio di collaborazione con papa Pacelli caratterizzò senza dubbio la formazione, la mentalità e l'azione del futuro cardinale e pontefice. Punti fondamentali del futuro "governo" montiniano furono il passaggio dall'era pacelliana a quella giovannea, la svolta mondiale dalla "guerra fredda" al "disgelo", il nuovo porsi della Chiesa romana di fronte al mondo, la problematica sollevata dal Concilio Vaticano II e dal periodo post-conciliare, la questione "ecumenica", il fenomeno della secolarizzazione e del "dissenso cattolico", i rapporti nuovi ad alto livello politico tra Santa Sede e Paesi comunisti. Nel 1952 era eletto prosegretario di Stato per gli Affari Ordinari della Chiesa; nel 1954 arcivescovo di Milano; nel 1958 diventava cardinale. Quando papa Giovanni XXIII indisse il Concilio, il cardinale Montini collaborò attivamente (Lettera pastorale: Pensiamo al concilio, della quaresima del 1962). Alla morte di Giovanni XXIII, Montini gli succedette il 21 giugno 1963. Primo compito del nuovo papa fu la conduzione di un Concilio non facile come l'ultimo Vaticano. La sua azione si caratterizzò subito per la volontà di portare a termine il discorso innovatore ormai iniziato, anche se essa non poteva prescindere dalla prudenza e dalla ponderatezza di un temperamento e di una personalità per tanti aspetti diversi da quelli di Giovanni. Il Concilio Vaticano terminava l'8 dicembre 1965; cominciava quella che molti – forse impulsivamente – consideravano una nuova era della storia della Chiesa romana. Papa Montini fu da una parte prudente in talune aperture d'ordine disciplinare (questione del celibato ecclesiastico) o d'ordine ecumenico (incontri sì con tutte le altre Chiese, ma fermezza sul primato di Roma) e fu dall'altra molto sensibile ai problemi del Terzo Mondo e della pace mondiale. Basti considerare la lettera enciclica Populorum Progressio del 26 marzo 1967 che bene si colloca accanto a quel coraggioso documento conciliare che è la Gaudium et Spes (7 dicembre 1965). La lettera apostolica Octogesima Adveniens (1971) rivela sì l'iterata condanna dell'ideologia marxista e del liberalismo capitalistico, ma anche una forte accentuazione in Montini della sensibilità sociale, che va al di là della Rerum Novarum. Una rigorosa fermezza anima invece, oltre all'enciclica Humanae vitae sulla regolamentazione delle nascite, i documenti pontifici sul problema della fede e dell'ubbidienza alla gerarchia. Atto estremamente rilevante del suo pontificato fu poi l'anno giubilare (1975), caratterizzato non solo dalla facies esteriore ma dal massiccio concorso di 8 milioni di pellegrini. L'"anno santo" si chiuse l'8 dicembre con la pubblicazione dell'esortazione apostolica Evangelii nuntiandi, il più lungo documento papale del pontificato di P. VI. Dal 1975 al 1978 l'ormai ottantenne papa perseguì sia la sua politica "ecumenica" sia quella verso i Paesi dell'Est europeo.

Su questa strada abitano 5 famiglie per un totale di 18 persone.

PAPA PIO IX -via-

Itinerario: Piazza Moro-via Beato-via San Michele

da via S.Michele a via Madonna delle Grazie 3^traversa lato sinistro

Delibera C.C. n.11 del 26.10.1978

(Al secolo Giovanni Maria Mastai Ferretti). Papa (Senigallia 1792-Roma 1878). Nato da una famiglia di piccola nobiltà provinciale, fu ordinato sacerdote nel 1819. Dopo essere stato in Cile come segretario del legato apostolico monsignor Muzi, fu fatto arcivescovo di Spoleto (1827), vescovo di Imola (1832) e cardinale (1840). Sei anni dopo salì al soglio pontificio (16 giugno 1846) succedendo a Gregorio XVI in un'Italia fermentante di ideali e aspettative neoguelfe, desiderosa di rinnovamento a ogni costo, confusamente sicura di prossime decisive riforme: e le sue prime azioni parvero confermare pienamente le attese di tutti. Dopo aver emanato un'amnistia politica (l'Editto del perdono) che suscitò straordinario entusiasmo, avviò infatti una serie di riforme (maggiore libertà di stampa, guardia civica, consulta di Stato, studi per la revisione del codice civile, trattative per l'unione doganale) che nelle sue intenzioni avrebbero dovuto essere conclusive, ma che accesero invece ulteriori speranze e lo fecero acclamare dall'esaltata opinione pubblica come liberale, riformatore e futuro capo della rinascita italiana. Quando poi all'inizio del 1848 convocò un ministero formato da ecclesiastici e laici e il 14 marzo promulgò uno statuto che prevedeva una camera dei Pari e una camera dei Deputati eletta su base censitaria, fu un delirio che travolse anche i più refrattari e sospettosi avversari. Si trattava però di un equivoco destinato a cadere ben presto. Di fronte alla guerra con l'Austria il suo supposto patriottismo rivelò gli insuperabili limiti impostigli dalla stessa natura del suo ministero di pace. E mentre i volontari di tutta Italia accorrevano in Lombardia, egli sorprese la nazione dichiarandosi assolutamente neutrale (allocuzione ai cardinali del 29 aprile). Trasformatosi in tal modo in traditore agli occhi di ogni liberale, dovette fronteggiare una serie di turbinosi avvenimenti (disordini, tumulti, assassinio di P. Rossi, assedio del Quirinale) che portarono alla sua fuga a Gaeta (24 novembre 1848), alla costituzione della Repubblica Romana e alla caduta del potere temporale (9 febbraio 1849). Rientrato in Roma (12 aprile 1850) dopo che i Francesi di Oudinot ebbero schiacciato la Repubblica (luglio 1849), lasciò mano libera alla rigorosa repressione dell'Antonelli che ricostituì un governo assolutistico ormai chiuso a ogni istanza di rinnovamento liberale. Perdute poi nel 1859 le Romagne e nel 1860 l'Umbria e le Marche che furono unite al Piemonte, P. si chiuse ancor più in una netta ostilità nei confronti del movimento nazionale e, convinto di dover a ogni costo mantenere il potere temporale per salvaguardare l'indipendenza spirituale, rifiutò ogni tentativo di accomodamento diplomatico della Questione romana a cominciare da quello intrapreso da Cavour tra il novembre e il marzo del 1860-61. Spogliato infine anche di Roma (20 settembre 1870), scomunicò i partecipanti all'impresa, rifiutò la legge delle Guarentigie votata dal Parlamento nel 1871 e si serrò in Vaticano in una sorta di prigionia volontaria da dove tuttavia non rinunciò mai a tener desta la più netta opposizione dei cattolici italiani e stranieri al nuovo Stato unitario. Le vicende politiche del suo pontificato non devono però far dimenticare la sua opera nel campo più strettamente ecclesiastico. Durante il suo regno vennero costituiti duecentosei nuovi vescovadi e vicariati, restaurato in Inghilterra (1850) e nei Paesi Bassi (1853) l'ordinamento gerarchico e conclusi con la Russia (1847), la Spagna (1851), l'Austria (1855), il Württemberg, il Baden e numerosi Stati sudamericani concordati e convenzioni. Nel 1854 fu proclamato il dogma dell'Immacolata Concezione. Con la condanna, infine, del liberalismo nel Sillabo (1864) e la proclamazione, nel Concilio Vaticano I (1870), dell'infallibilità pontificia, venne portato a conclusione il processo di accentramento iniziatosi da tempo in seno alla Chiesa.

Su questa strada abitano 8 famiglie per un totale di 30 persone.

PAPA PIO XI -via-

Itinerario: Piazza Moro-via Beato-via S.Caterina

da via S.Caterina a Proprietà privata 1^traversa lato sinistro

Delibera C.C. n.11 del 26.10.1978

(al secolo Achille Ratti). Papa (Desio 1857-Città del Vaticano 1939). Dopo essersi laureato in teologia, in filosofia e in diritto canonico, insegnò nel Seminario Maggiore di Milano. Svolse poi un'intensa attività come prefetto della Biblioteca Ambrosiana, nel 1914 fu nominato prefetto della Biblioteca Vaticana, dal 1918 al 1921 fu nunzio apostolico in Polonia e, insignito della porpora cardinalizia, passò poi a reggere l'arcidiocesi di Milano. Ma già nel febbraio 1922 era eletto papa e subito metteva a fondamento della sua azione il pieno rispetto dei diritti della Chiesa, della sua libertà e indipendenza. Nelle relazioni con i vari Stati si prefisse di creare un'atmosfera di collaborazione, specialmente con i nuovi Stati sorti dopo il Trattato di Versailles. A questo scopo attuò una politica concordataria, che non sempre andò a buon fine e, nel caso del concordato stipulato con la Germania, subito dopo l'avvento del nazismo al potere, procurò alla Santa Sede non poche amarezze al punto che il papa dovette rendere pubbliche le gravi violazioni al concordato da parte del governo hitleriano con l'enciclica Ardenti cura (ted. Mit brennender Sorge, 1937). Ben più dura intransigenza dimostrò contro l'Unione Sovietica, il Messico, la Spagna repubblicana e rossa. Difficili furono anche le relazioni con la Cecoslovacchia e le Filippine. Con l'Italia fascista papa Ratti attuò una politica conciliativa e fin dal 1926 andò preparando una soluzione alla spinosa Questione romana, che si trascinava dal 1870 e che coinvolgeva delicati casi di coscienza in molti cattolici italiani, incerti se obbedire alle leggi dello Stato laico o a quelle della Chiesa, pervenendovi l'11 febbraio 1929 con la firma di un trattato e di un concordato, noti anche come "Patti Lateranensi". P. rivendicò al papato quel tanto di territorio da poter esercitare la sovranità in casa propria e da potere avere relazioni con gli altri Stati senza intralci e subordinazioni. Il nuovo Stato della "Città del Vaticano" fu più piccolo, ma pienamente indipendente. Il governo fascista fece le più ampie concessioni in materia di diritto ecclesiastico (specialmente in materia matrimoniale) e fu largo di esenzioni da tasse per chiese e istituti religiosi sul territorio nazionale, ma ne trasse un beneficio ben maggiore, perché consolidò, specialmente negli ambienti cattolici, la sua influenza. Nel 1931 il governo fascista attentò alla vita delle organizzazioni dell'Azione Cattolica ma il papa intervenne e fece rientrare il tentativo. L'acquiescenza del pontefice alla guerra colonial-fascista dell'Italia in Abissinia (1935-36) fu apertamente criticata all'estero e P. fu accusato di collusione con il fascismo. Nella sua azione pastorale P. indirizzò al mondo cattolico importanti encicliche: con la Ecclesiam Dei (1923) e la Rerum Orientalium (1928) il papa volle promuovere gli studi sulla Chiesa orientale nella prospettiva di creare gli strumenti per un avvicinamento fra le due Chiese separate; con la Deus scientiarum Dominus (1931) incentrò il problema della formazione intellettuale del clero, mentre nella Ad cattolici sacerdotii prese in considerazione la formazione spirituale dei sacerdoti; nel 1931, in occasione delle ostilità del governo fascista contro l'Azione Cattolica, aveva pubblicato la Non abbiamo bisogno, in cui precisava la posizione dell'Azione Cattolica nell'ambito politico dello Stato; nella Casti connubii (1930) papa Ratti tracciava agli sposi cristiani la via di un matrimonio santo e nella Quadragesimo Anno (1931) riconfermava la dottrina sociale della Chiesa enunciata nella Rerum Novarum di papa Leone XIII. Con pari ardore pastorale papa Ratti ebbe a cuore l'educazione dei giovani, l'istruzione religiosa del popolo, le missioni, la santificazione della famiglia e del lavoro, la stampa cattolica, la moralizzazione del cinematografo, la promozione di nuovi santi, la devozione a Maria, Madre di Dio, e al Sacro Cuore di Gesù. Uomo di studio, promosse le scienze e le arti: volle installata in Vaticano un'efficiente stazione-radio, promosse gli studi superiori e sostenne l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Su questa strada abitano 5 famiglie per un totale di 15 persone.

PAPA PIO XII -via-

Itinerario: Piazza Moro-via Beato-via S.Caterina

da via Rutigliano G.ppe a via Loverro A. 3^traversa lato sinistro

Delibera C.C. n.11 del 26.10.1978

(Eugenio Pacelli-Roma 1876-Castel Gandolfo 1958). Fu Nunzio Apostolico in Baviera e Berlino. Nominato Cardinale nel 1929, divenne Segretario di Stato.Fu eletto Papa nel 1939 alla vigilia della 2^ guerra mondiale. I suoi interventi a favore della pace non ebbero successo. Nel dopoguerra l’azione di Pio XII fu volta ad arginare la diffusione del comunismo, sia come ideologia che come pratica politica, contro cui bandì una vera e propria crociata, lanciando innumerevoli radiomessaggi e impartendo rigide direttive al clero ed ai fedeli. Nel Campo della dottrina sociale ebbe un atteggiamento conservatore affermando il diritto al lavoro e l’umanizzazione dei rapporti tra imprenditori e lavoratori, la necessità di migliorare l’aspetto capitalista, considerata non del tutto conforme alla giustizia cristiana, affermando contemporaneamente l’esigenza di salvaguardare la proprietà privata. Nel 1950 indisse l’Anno Santo, culminato con la proclamazione del dogma dell’assunzione corporale di Maria Vergine in cielo. Nel 1965 Papa Paolo VI ne ha proposto la santificazione.

Su questa strada abitano 15 famiglie per un totale di 53 persone.