Giordano           

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GIORDANO MICHELE -via-

Itinerario: Piazza Moro-corso Garibaldi
da c/so Garibaldi
a via Sterlacci
8^ traversa lato sinistro
Delibera C.C. n.83 del 28.8.1921

Nato a Bitetto l'8.8.1884 in via Gelso 18, figlio di Giuseppe e Marziliano Maria, ammogliato con Partigiano Anna e padre di due figli. Matricola n.11591, deceduto il 16.9.1917 nell'ambulanza chirurgica d'armata n.2. Mancava ai vivi alle ore 20.30 , all'età di 33 anni il soldato Giordano Michele. Morto a seguito di ferite di schegge di granata. Sepolto nel Cimitero militare di Iez Bonato. In seguito i resti furono traslati nel Cimitero di Bitetto ove ogni anno vengono onorati.
Su questa strada abitano 20 famiglie per un totale di 47 persone.

GIORDANO MICHELE -via-

Itinerario: Piazza Moro-corso Garibaldi-via Zernone

da via Zernone Giuseppe a prop. privata 1^traversa lato destro

Delibera C.C. n.83 del 28.8.1921

Nato a Bitetto il 12.3.1897 in via Odierna 2, contadino, celibe. Matricola n.7072, deceduto il 19.11.1917 nel Zenson di Piave all'età di 20 anni, soldato del 182° Reggimento Fanteria, 6^comp., figlio di Vito e Cavalluzzi Maria. Morto in seguito a ferite al capo. Sepolto nei pressi di Zenson di Piave. In seguito i resti furono traslati nel Cimitero di Bitetto ove ogni anno vengono onorati.

Su questa strada abitano 3 famiglie per un totale di 12 persone.

GIORDANO UMBERTO -via-

Itinerario: Piazza Moro-piazza Umberto-via Marconi-via Sterlacci-via Rossini

da via Rossini a de Angelis Flaminio 2^ traversa lato destro

Delibera C.C. n.11 del 26.10.1978

Compositore italiano (Foggia 1867-Milano 1948). Dopo aver compiuto gli studi a Napoli, nel 1888 si segnalò con Marina al concorso Sonzogno che fu vinto da Cavalleria rusticana. Aderì immediatamente al gusto verista con Malavita (1892) e, dopo Regina Diaz (1894), colse un grande successo con Andrea Chenier (1896), la sua opera più popolare e significativa . Ottenne un ottimo successo anche con Fedora (1898) e Siberia (1903). Negli ultimi lavori tentò un'evoluzione stilistica, ricercando la leggerezza comica e spigliata in Madame Sans-Gêne (1915) e finezze armoniche e strumentali in La cena delle beffe (1924) e Il re (1929).