Presentazione           

  Su

 

Prefazione

L'idea di presentare alla cittadinanza bitettese uno stradario comprensivo della biografia d'ogni personaggio, città, paese ed eventi denominanti una strada nonché la piantina del luogo dove è ubicata, scaturisce dalla sensibilità di chi opera quotidianamente al servizio del proprio paese.
Il fine è quello di rendere giusto omaggio e riconoscimento ai meriti degli stessi, perpetuare il loro ricordo e nel contempo approfondire il relativo riferimento storico-culturale.
Attraverso questo modesto lavoro, creato per la cittadinanza tutta ed aggiornato con le ultime denominazioni di strade, si spera di poter contribuire a migliorare la conoscenza del nostro paese e degli uomini che l’hanno rappresentato, offrendo una guida che consenta di muoversi più agevolmente nell’ambito delle vie, piazze, vichi, violetti, corti e contrade.
L’elaborazione e la messa a punto dello stradario, nella fase propositiva e realizzativa dei suoi contenuti, è frutto delle collaborazioni di alcuni colleghi che hanno offerto la loro disponibilità, di alcuni amministratori particolarmente sensibili che hanno consentito la stampa di questo stradario, nonchè di amici e cittadini che hanno dato preziose testimonianze nella ricostruzione particolareggiata di avvenimenti storici vissuti con spirito di vivo patriottismo.
L’auspicio è che l’opera possa essere di grande utilità a tutti i cittadini al fine anche di non dimenticare i nostri gloriosi caduti durante gli eventi bellici e quanti con le loro idee e il sacrificio delle proprie giovani vite, hanno contribuito a migliorare questa società.

Giorgio Gatti




Lo stradario è la storia del paese: percorri le strade e, attraverso le intitolazioni, percorri la storia, e non soltanto locale.
Nomi di casate, di umili e potenti, di poeti, filosofi e letterati, di sindaci e di semplici cittadini,nomi di chi si è illuso di fare la storia e di chi la storia l’ha subita, rendono vivo ogni angolo, ogni percorso, ogni quartiere e fanno capire che non si vive nell’anonimato, ma che si appartiene a qualcosa, a qualcuno. Sotto i piedi senti le radici e i palpiti degli avi che balzano evidenti ad ogni angolo e crocicchio, e ti dicono chi sei stato, chi sei, a chi appartieni. Passato remoto e passato prossimo si incrociano, si sovrappongono, corrono in parallelo, rendono più vivo il presente che ne è derivato, perché noi siamo i figli della scelta di chi ci ha preceduti. Girovagando per il paese, senti l’alito amico e familiare, ma respiri anche i grandi eventi nazionali ed internazionali, i fatti piacevoli e i fatti tragici e tristi dell’umanità.
Lo stradario è appunto un gioco di continui richiami che ti riportano dalla dimensione prettamente locale a quella nazionale, internazionale e globale.
E’ lo specchio dei tempi e delle persone i cui ricordi si riflettono continuamente dentro di noi, in un gioco continuo di apparizioni e sovrapposizioni che non ha mai termine.
Ma lo stradario è anche una lezione di vita, un libro aperto sulla vita: morti precoci, morti anonime, morti tragiche, morti eroiche, vite insigni, martiri di guerra, idealisti,coraggiosi, vittime innocenti di tante tragedie, personaggi famosi, vittime del dovere, danno il senso e la dimensione della nostra esistenza, il metro di quell’immenso caleidoscopio che è la vita dell’uomo in tutta la sua complessità, problematicità, contraddizione.
Scorri per le strade così come scorri per la vita e intuisci sempre più che il vivere è un continuo andare per via alla ricerca di un senso, di una meta, forse anche di un nome e di una persona che dia valore all’esistere.
Così percepisco questo stradario di Bitetto che sono chiamato a presentare e che ci consente di respirare, in un linguaggio chiaro, efficace, lineare, il clima delle lontanissime origini, eziologiche ed etimologiche, e ci accompagna di mano in mano al presente, attraverso le varie fasi storiche che si intrecciano, si intersecano, si separano o corrono in parallelo.
E’ quest’opera la conclusione di un lunghissimo e laboriosissimo iter che, avviato più di dieci anni fa, sotto la mia amministrazione, ha attraversato consensualmente l’amministrazione della prof.ssa Paladino e del rag. Costa, per ritornare, come in un simpatico e inaspettato gioco di simboliche circolarità, ancora sotto la mia amministrazione.
E’ ora, ormai, un iter concluso, una realtà significativa che arricchisce senza dubbio il nostro patrimonio culturale e rappresenta forse il punto di riferimento per qualcos’altro che potrà avvenire.
Grazie al settore demografico del Comune di Bitetto: grazie al dirigente Giorgio Gatti e a tutti coloro che hanno collaborato, i quali insieme hanno realizzato un sogno!

Il Sindaco
Prof. Giovanni IACOVELLI




Quando Giorgio Gatti mi ha presentato il suo lavoro, chiedendomi di pre- vedere in Bilancio la somma necessaria per pubblicarlo, ho preso un pò di tempo per poter decidere se, con i sacrifici imposti dalla Legge Finanziaria, fosse opportuno spendere del danaro per uno "stradario".
La mia decisione di finanziarne la pubblicazione, condivisa da tutta la Giunta Municipale, è scaturita dal fascino che emana la lettura delle pagine dello stradario; i nomi che scorrono non indicano solo le strade o le piazze, ma rappresentano uno spaccato della nostra storia, della nostra cultu- ra: sono lo stimolo per conoscere meglio gli avvenimenti e il nostro passato, remoto e recente.
Un'opera così importante non poteva non entrare a far parte del patrimo- nio culturale di Bitetto.
I Vescovi di Bitetto, il Beato Giacomo, gli avvenimenti legati all'Unità d'Italia, i Caduti di tutte le Guerre, i Personaggi della politica, della cultura, della scienza, la strage di Nassirya, il Grande Papa Giovanni Paolo II, i cittadi- ni illustri, la Resistenza dei Bitettesi, ecc. richiamati nei nomi dati alle stra- de, alle piazze, alle corti, ai vicoli, denotano l'attenzione che hanno avuto nei confronti di numerosi personaggi ed eventi significativi, tutte le Amministrazioni Comunali che si sono succedute al Governo della Città di Bitetto.
Questa pubblicazione rende un servigio a tutti coloro i quali sono spinti dalla curiosità e dalla voglia di leggere oltre il nome di una strada. Dalla Residenza Municipale 10 gennaio 2006

Il Sindaco
Armando Costa




Il puntuale e certosino lavoro di Giorgio Gatti, con il contributo dell’ufficio demografico del Comune di Bitetto, da lui diretto, colma un vuoto conoscitivo delle plurali e significative esistenze di concittadini, che hanno segnato e contrassegnato il fluire dinamico- a volte contraddittorio e complesso – della nostra storia nel corso dei secoli.
L’approccio utilizzato è quello interdisciplinare, poiché coniuga funzionalmente diversi linguaggi, da quello statistico a quello iconico, da quello storico a quello sociologico, fornendo una mappa completa e precisa di date, luoghi, eventi e sintetiche, ma accurate, bibliografie, rimodulando tutta la toponomastica locale.
Dietro ogni intestazione di strada, il personaggio di riferimento sembra vivere la sua vicenda umana, storica, sociale e professionale, evidenziando le sue radici e il forte senso di appartenenza al proprio paese, alla comunità, ai luoghi nevralgici dei saperi, ai particolari odori, sapori, sensazioni ed emozioni, che hanno impregnato il suo vissuto e hanno distinto – attraverso segni e significati-identità ed azione.
Bitetto, infatti, è la città di noti casati, di sede per numerosi vescovi, del Beato Giacomo,di letterati, di filosofi, artisti e politici, nonché di donne e uomini valorosi, che hanno insignito il nostro Gonfalone con la Medaglia d’oro al merito civile per il coraggio e lo sprezzo del pericolo dimostrato durante la resistenza bitettese, fermando con determinazione le forze nemiche.
L’intestazione diventa l’espediente – magistralmente messo in atto da Giorgio Gatti – per ricordare, far ricordare e lasciare ai posteri una memoria storica di tutto rilievo e rispetto. Di particolare interesse storico risultano essere le inedite mappe descrittive dei luoghi della Russia, dove persero la vita o furono dichiarati dispersi alcuni militari bitettesi.
In questo stradario, pertanto, in un’accurata e precisa trama, si celano e si svelano tutti questi spaccati, che disegnano e caratterizzano un avvolgente panorama policromatico delle diverse fasi storiche di Bitetto, che è importante lasciare alle nuove generazioni quale patrimonio culturale indispensabile, al fine di potenziare quel senso di appartenenza, che tanto ha animato i nostri illustri concittadini. La loro memoria rimarrà ai posteri, attraverso l’intestazione di una strada, di un vicolo, di una piazza quale tributo di riconoscenza del loro impegno per lo sviluppo della nostra città.
Così, percorrendo gli itinerari proposti – come una fitta tela che mescola i fili tra passato e presente – ogni cittadino si scopre parte integrante di un tessuto urbano e sociale, assumendo pregnanza esistenziale anche il contesto architettonico, paesaggistico, culturale ed artistico.
Per tutte queste motivazioni, sono contenta di aver contribuito – durante il mio mandato di Sindaco – a far continuare l’elaborazione di questo lavoro e ringrazio sentitamente l’Autore, i collaboratori e gli stessi personaggi menzionati nel volume, perché sono proprio loro i protagonisti indiscussi di questo pregevole ed utile lavoro.
Nessuna civiltà può crescere senza la memoria del passato.

Anna Paladino