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ANTICHI
MESTIERI -via-
Itinerario: Piazza Moro-piazza Umberto-via Marconi-via
Sterlacci-via Giulio Cesare
Da via Giulio Cesare
Prima Traversa lato sinistro
Questo tratto di strada vuole essere dedicato agli antichi
mestieri. I paesi, i piccoli centri, le città conservano un grande
patrimonio storico, ma le antiche strade e le piazze non sono più
affollate da artigiani. Nei presepi che illustrano i mestieri scomparsi,
rivive tutta una tradizione mediterranea, piena di vita, di sapori e di
suoni. Vecchi mestieri, il cui ricordo suscita la nostalgia, il profondo
rimpianto di un'epoca più dura, più calma e più genuina.
Era il bel tempo in cui in ogni piazza, c'era la bottega del calzolaio,
del sarto, del fabbro
le stradine, i vicoli formavano un paesaggio
sonoro fatto di canti delle massaie, della cadenza dei telai a mano, del
martellare ritmico del fabbro, del grido degli spazzacamini, dello strillone,
del venditore ambulante
ASPETTI - POSITIVI
- si produce in tempi più veloci;
- si produce di più;
- si fa meno fatica e meno sacrificio;
- c'è più benessere;
- c'è più tempo libero.
ASPETTI - NEGATIVI
-più disoccupazione;
- più inquinamento;
- più spreco;
- meno contatto con la gente;
- meno genuinità e semplicità dei prodotti;
- rischio di dimenticare le nostre radici.
Non si vuole dimenticare ciò che i nostri padri hanno vissuto.
Perciò, è bene riscoprire UNA PARTE DI MONDO CHE SCOMPARE.
Tutto passa
Il ricordo resta
Gli antichi mestieri è vero, fanno parte del mondo di ieri. Oggi
è tutto industriale"
e a noi sembra così naturale. Un tempo ci si affannava a riparare,
oggi tutto quello che si rompe è da buttare. Civiltà del
risparmio contro civiltà del consumo.
Tutto passa
e il "progresso" non lo ferma nessuno. Ma
la memoria, il ricordo, quello sì è importante: raccontiamolo
alle persone e che siano tante, tante.
PERCHE' PROPRIO NEL BITETTESE QUESTI ANTICHI MESTIERI?
Ecco le ipotesi: perché c'era molta povertà;
perché non c'erano industrie;
perché c'era stata la guerra;
perché molta gente emigrava e quella che rimaneva era povera;
"u grattamariann" Venditore di ghiaccio grattugiato o granita
"u trainir" Carrettiere
"u zappatour"
"Cazzapit" Schiaccia sassi
"Molafurciu" Arrotino
"conzasigg" Impagliatore di sedie
"Mmbrellor" Riparatore di ombrelli
"Frror" Maniscalco
"Pezz vicch" Mercante di stracci e di capelli
"u cnzir" Capo operaio del frantoio
"u biangsciatour " l'imbianchino
"uarator" l'aratore
"u Panttir" Colui che faceva i panieri
"Scarpor" Ciabattino
"mest galett" Bottaio
"u scittabbann" Banditore
"mest traiain" riparatore di traini
"u sllor" riparatore di ardimenti per cavalli
"u stagnor" riparatore e produttore di attrezzi zingati
"u pastour" pastore
ecc.
Purtroppo gli antichi mestieri sono sconosciuti a tanti bambini perciò,
per divulgarli,
è necessario che se ne parli;
dallo "scarpor"
al "stagnor"
dal "mest galett"
o"mest traiain"
da u "trainir"
o "frror"
ecc.
di molti, il ricordo è ormai lontano tanto erano le cose che si
facevano col sudore, piano, piano.
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