NOVE SETTEMBRE 1943 -via-
Itinerario: Piazza Moro-via Beato-via della Costituzione
da via della Costituzione
a prop. privata
Delibera C.C. n.97 del 28.3.1988
Il nove settembre 1943 un reparto di 70 paracadutisti tedeschi si ritirava verso Altamura passando da Bitetto. Un gruppo di essi si attestava sulla zona tre ponti, armati di mitragliatrici, per proteggere la ritirata del grosso battaglione. Una sessantina di fanti italiani, fra i quali anche due bitettesi "Luigi Albano e Sante Lanzillotta (vivente al quale il Comandante ordinò di mettere in salvo un ferito, ciò che fece con successo, riuscendo a mettere in salvo sia il ferito che se stesso) ", al comando del capitano D'Ettole Riccardo di Bari, avvisati dal sottotenente Pietrangelo Sivilia, di pattuglia alla zona TRE PONTI per il tramite dell'allora Maresciallo dei Carabinieri, giunti in prossimità del Convento del Beato Giacomo, venivano invitati da un frate (Padre Geremia Zippone) e da alcuni giovani bitettesi (Arcangelo Squicciarini, Marcello Giordano, Domenico Lettieri, Marcello Occhiogrosso e Fazio Nicola) portatisi nella zona del Convento del Beato per la curiosità di vedere cosa facevano i soldati tedeschi, a desistere da tale azione in quanto i soldati stranieri ormai erano in ritirata e ben equipaggiati. Ma, il comandante del piccolo plotone di soldati italiani, ignorando il consiglio del frate e del gruppo di giovani, in quanto, pare abbia avuto precise istruzioni di attaccare i tedeschi, ordinava al frate ed ai giovani di andare via e, ai propri soldati di seguirlo. In prossimità della stradina che portava ai "Tre Ponti", i soldati italiani venivano comandati di schierarsi a ventaglio ma, i soldati tedeschi che erano in altura, iniziarono a mitragliare i nostri giovani fanti i quali, vistosi a mal partito, cercarono riparo verso il paese attraverso le vicine campagne; 20 di essi venivano uccisi nella zona tre ponti e, fra questi anche il sottotenente Franco De Liguori, il primo a cadere. I soldati tedeschi a quel punto, incoraggiati dal successo, si abbandonavano a rappresaglie, interrando semivivo il sottotenente Sivilia, reo di aver avvisato il maresciallo dei Carabinieri e falciando con raffiche di mitra, nella villa De Filippis (di fronte alla ex Caserma dei Carabinieri), due fanti disarmati mentre un terzo, ferito, riusciva a scamparla fingendosi morto (e poi aiutato e trasportato con un calesse, presso la famiglia Donato Marcario, dall'allora giovane Gennaro Desantis ex dipendente del Comune), così pure il Cap. D'Ettole, ferito, trovò riparo presso la famiglia Tritto in via Beato Giacomo. I soldati tedeschi si spinsero nel paese ove depredarono di oggetti preziosi alcune famiglie. Alle ore 13 Bitetto sembrava destinata a rappresaglia più cruente. Ma, gli abitanti di Bitetto, capeggiati da Giacomo Rizzi, Domenico Giannini, Francesco Matteace, dall'app.dei Carabinieri Pietro Addamiano, Vincenzo Rizzi, Pietro Albanese, Natalino Sala, Rutigliano Nicola Lorenzo, Marcello Occhiogrosso, Francesco Campanella, Proscia Antonio, Rutigliano Giacomo, Fazio Giacomo, Peppino Quaranta, Fazio Vito, Squicciarini Michele, Rutigliano Nicola, Vitucci Giovanni, Campanella Giovanni, Cimini Sebastiano ed altri, consapevoli della gravità della situazione si munirono di armi ed arnesi da lavoro dando inizio alla resistenza. Nella zona Verzale il Giacomo Rizzi, aiutato da Vincenzo Rizzi, fermavano un soldato italiano in fuga dalla zona tre ponti e gli chiedono tutte le munizioni e le bombe a mano. Il fante dopo qualche timida resistenza, cedeva al Giacomo Rizzi parte delle munizioni e, insieme a questi si appostavano sul terrazzo della casa della famiglia Lozito in attesa dell'arrivo dell'autocolonna dei tedeschi. Ad un certo punto apparve una jeep con sopra un tenente ed un soldato tedesco, seguita da sei o sette camion. Appena giunti in prossimità di via Travagliuolo-angolo via Bitritto, il Rizzi ed il Giannini iniziavano, insieme al soldato italiano ed all'altro bitettese Vincenzo Rizzi a lancire bombe a mano e sparare come forsennati. Una delle bombe centrò la jeep ferendo gravemente il tenente tedesco e bloccando quindi l'autocolonna. Gli autisti dei camion tedeschi vistosi a mal partito, si dettero alla fuga. Nella zona di via Bari, in prossimità del palazzo del Barone, si era appostato l'appuntato Addamiano mentre sul terrazzo di detto palazzo si posizionava tale Pietro Albanese al quale si era aggiunto in rinforzo il Giannini Domenico, proveniente dalla zona Verzale, l'allora giovane Sala ed altri coraggiosi bitettesi. Un altro reparto di soldati tedeschi, appena giunti in prossimità di via Taccogna, provenienti da Bari, furono oggetto anch'essi di lancio di bombe a mano e raffiche di mitra da parte dei suddetti cittadini. I reparti tedeschi, saggiata la resistenza dei cittadini bitettesi, si ritirano sulle posizioni di partenza. Nel centro del paese, un Maggiore Tedesco, proveniente dalla zona di via Marconi, a bordo della sua motocicletta, appena giunto in Piazza Roma (oggi P.zza Moro), viene bloccato, all'altezza della Società Operaia da Marcello Occhiogrosso, Francesco Matteace ed altri temerari cittadini bitettesi. La motocicletta viene portata via dall'Occhiogrosso e dal Sala il quale, nelle fasi concitate della cattura, si procura una ferita alla gamba sinistra, oggi ancora evidente. Un ragazzino di circa 14 anni, tale Viticci Giovanni, armato di due bombe a mano ed inconsapevole del pericolo che stava correndo, appena nota un cingolato con a bordo un Ufficiale tedesco ed il suo autista, si fa avanti, seguito anche da altri due giovani (Rutigliano Nicola e Squicciarini Michele) e, minacciando di lanciarle qualora non si fermasse.L'Ufficiale tedesco, nella incertezza se continuare o fermasi e fra la incredulità di tale gesto, opta per la seconda soluzione ed è a questo punto che Peppino Quaranta armato di una pistola blocca, inseme a Giacomo Rutigliano (Capiner), Fazio Vito, Giovanni Campanella e Cimini Sebastiano l'ufficiale Tedesco che a bordo del cingolato transitava dalla piazza Roma. Nella zona che dall'estramurale Lucatorto porta alla stazione, si attestarono tale Rutigliano Nicola Lorenzo ed altri i quali, bloccarono l'ingresso dei tedeschi da quella zona. Verso le 17 il bitettese Giacomo Fazio, abitante in via Bitritto n.10, armato di una accetta, viene visto condurre in caserma un soldato tedesco, fatto prigioniero nella zona del Verzale. Nel tardo pomeriggio, giunsero da Bari truppe italiane le quali trasferirono da alcuni carretti su camion militari tutti i soldati morti nella zona del Beato portandoli a Bari presso l'Ospedale Militare. Il reparto tedesco, prelevato da un'autocolonna di soccorso proveniente da Altamura, dopo essersi fatto consegnare i camion e le jeep che i bitettesi avevano sequestrato (svaligiandoli di armi, munizioni, viveri e vettovaglie e, depositati nell'atrio del palazzo del Barone), poté sottrarsi ad ulteriori scontri. Finì così la giornata della resistenza bitettese in cui rifulse l'ardimento dei soldati italiani e della popolazione bitettese, uniti nella lotta per liberare il territorio italiano dalle truppe nemiche. Per le gesta eroiche di alcuni cittadini bitettesi in questo fatidico giorno, il Presidente della Repubblica "Oscar Luigi Scalfaro" ha decorato di medaglia d'Oro al merito civile la città di Bitetto.
Ecco l'elenco dei 22 militari italiani e degli 8 paracadutisti tedeschi morti in Bitetto il 9 settembre del 1943:
- S.Tenente Franco De Liguori, nato a Bari il 4.5.1921 da Achille e da Santoni Alessandra, celibe;
- Caporale Maggiore Di Nunzio Michele, nato a Candela - S. Tenente Pietrangelo Sivilia nato a Miglionico il 23.5.1912 da Giacinto e da Bianco Nunzia, celibe. Al S.T. Sivilia il Comune di Miglionico risulta aver intestato una via del centro cittadino.il 7.7.1920 da Luigi e Lotito Carmela, celibe, ivi residente;
- Caporale Maggiore Pezzuto Vincenzo nato a Squinzano il 18.1.1913 da fu Salvatore e Saponara Raffaella, coniugato con Miccoli Maria Addolorata, residente a Trepuzzi;
- Caporale Maggiore Prisciandaro Damiano nato a Mariotto il 3.2.1915 da Gioacchino e da Barile Maria, ivi residente, coniugato con Pinto Atonia, residente in Terlizzi;
- Fante Balducci Giuseppe nato a Corato il 2.11.1915, coniugato con Zitoli Grazia;
- Fante Gesualdi Michele nato a Panni FG il 16.3.1915, da Costanzo e da Larocca Santa;
- Fante Palmisano Francesco nato a Locorotondo il 4.5.1914 da Antonio Vito e Giacovelli Angela, coniugato con Cardone Nunzia, ivi residente;
- Fante Sordillo (e non Servilli) Simeone nato in Orta di Atella di Napoli il 3.2.1920 da Michele e Di Micco Filomena, ivi residente;
- Fante Cataldi Michele nato in Mariotto il 3.11.1907 da Domenico e De Virgilio Anna, ivi residente, coniugato con Mastrorilli Lucia, residente in Bitonto;
- Fante Minoia Pasquale nato a Castellana Grotte da Onofrio e da Lanzillotta Antonia il 23.11.1913, coniugato con D'Alò Angela, ivi residente;
- Fante Favre Cremens nato a Surbo il 19.11.1917 da Girolame e Perrone Epifania, ivi residente;
- Fante Rollo Pietro nato a Lecce il 6.7.1912, marito di Pepe Annita di Donato;
- Fante Petriello Nicola nato l'8.3.1929 Vall'Ombrone (AV)da Michelangelo e da D'Ambrosio Angela;
- Fante Sabato Domenico nato a Gioia del Colle il 17.10.1912 da Giovanni e da Galatola Grazia, ivi residente;
- Fante Giovine Ricciotti nato ad Ascoli Satriano il 02.10.1912 residente in vita in Ascoli Satriano;
- Fante Perta Giuseppe nato a Locorotondo il 22.4.1915, da Francesco e da Ferrante Isabella, coniugato con Ferrante Caterina, residente in Martina Franca;
- Caporale Maggiore Ferlauto e non Ferrauto Vincenzo nato a Nicosia (Enna) il 29.2.1924, da Filippo e da Serbera Paola, ivi residente;
- Fante Iacobellis Nicola nato a Carbonara di Bari il 3.3.1916 da Leonardo e da Casadibari Prudenza, coniugato con Manfredi Anna;
- Fante Verruso Gerlando, nato a Porto Empedocle (Agrigento) il 9.12.1899 da Alfonso e da Amato Concetta, ivi residente;
- Fante Litrico Angelo nato a Catania il 15.5.1903 da Salvatore e da Rabuazzo Sebastiana, marito di Raimondo Angela;
- Fante Fachin Walter nato in Mortegliano (UD) il 27.5.1922 da Virginio e da Morituzzi Roma, coniugato con Abiusi Beatrice. Attualmente la famiglia risiede nel Comune di Rivignano (UD);Considerato che dagli atti dell'ufficio dello Stato Civile del Comune di Bitetto, in quella giornata e nei giorni a seguire non fu trascritto alcun atto di morte relativo ai militari di cui sopra, le ricerche sono stata effettuate presso gli archivi dei comuni limitrofi ed in quello di Bari. Mentre presso i comuni limitrofi la ricerca si è rivelata negativa, presso gli archivi dello Stato civile del Comune di Bari è emerso che il 9 settembre del 1943 morirono a seguito di ferita d'arma da fuoco oltre ai militari sopra elencati, anche otto militari tedeschi di cui alcuni non riconosciuti, morirono a seguito dei bombardamenti avvenuti nella zona Verzale ed in quella di via Bari? Questi i nomi:
- Fedeweber Wagner Theo nato in Adpier A. R.H. - residente in Dresden (Germania), di anni 28;
- Henne Ernest nato in Pfrondorf-Tubingen (Germania) il 18.3.1921;
- Militare tedesco sconosciuto deceduto a seguito di ferita di arma da fuoco ed avente le seguenti indicazioni: T.63125-0-15293;
- Holfberg Joseph deceduto a seguito di ferita di arma da fuoco;
- Priznosch - Militare tedesco sconosciuto deceduto a seguito di ferita di arma da fuoco ed avente le seguenti indicazioni: 1300T - 62786;
- DUE Militari tedeshi sconosciuti deceduti a seguito di ferita di arma da fuoco e senza piastrina di riconoscimento;
- Gasche Hans Militare tedesco sconosciuto deceduto a seguito di ferita di arma da fuoco e senza altro dato di riconoscimento;N.B. Molti particolari di quel nove settembre del 1943 sono state rese con dichiarazione scritta da: Desantis Gennaro, Arcangelo Squicciarini, Domenico Lettieri, Viticci Giovanni, Antonio Burdi, Nicola Rutigliano, Michele Squicciarini e Giuseppe Damone, mentre altri, come Lino Sala, Giuseppe Quaranta e Fazio Vito spontaneamente hanno reso oralmente alcuni particolari di quella giornata .
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L'on. Luciano Violante ed il Sindaco Anna Paladino mentre appongono la medaglia d'oro al merito civile per i fatti di cui sopra