Tre Settembre           

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TRE SETTEMBRE 1860 -via-

Itinerario: Piazza Moro-corso Garibaldi-via De Robertis A.

da via Derobertis Antonio a via Enrico Fermi 3^ traversa lato sinistro

Delibera C.C. n.97 del 28.3.1988

Questa data ricorda una rivolta dei contadini contro i Savoia. Infatti, nel maggio del 1860 Garibaldi con mille volontari sbarcò in Sicilia e, sconfisse le truppe borboniche, formando un governo provvisorio. Le aspirazioni dei contadini, desiderosi anzitutto di una trasformazione dei rapporti di proprietà, causarono presto la fine del clima di concordia che aveva salutato i liberatori. Spaventati dalle agitazioni agrarie, i proprietari terrieri guardarono con favore l’annessione al Piemonte. Pertanto, dopo lo sbarco di Garibaldi in Calabria ed il suo ingresso a Napoli, divenne urgente per il governo piemontese un’iniziativa al Sud, tale da evitare complicazioni internazionali e garantire alla monarchia sabauda il controllo della situazione.

Con l’intervento dell’esercito piemontese e le annessioni, la liberazione del Sud era così ricondotta entro i binari della politica cavouriana.

A Bitetto quel giorno era la festa dell’Addolorata e, alle ore dodici, mentre inziava lo sparo dei fuochi pirotecnici, alcuni contadini, invece di recarsi a vedere i fuochi, si radunarono sul sagrato della cattedrale, di fronte al posto di guardia. Le guardie cercarono in tanti modi di far allontanare i contadini che, nel frattempo, avevano accumulato un buon numero di pietre, e farli quindi rientrare alle proprie case. Anzi, alcuni d'essi chiamarono altri contadini e, mentre le guardie cercavano di far desistere la massa, altri approfittando che il posto di guardia era sguarnito, inziarono a devastare e saccheggiare il posto di guardia, la farmacia e alcune abitazioni private, ferendo gravemente l’ufficiale di guardia e alcuni cittadini. Per questi atti vandalici furono arrestati 132 rivoltosi accusati di attentato e cospirazione tendente a cambiare e distruggere la forma del governo costituente, di attacco per violenza contro la pubblica guardia nazionale in servizio con scaglio di pietre, danno e distruzione di mobili che si conservavano presso il posto di guardia ed accompagnato da ferite gravi alla persona dell’ufficiale di guardia ed altri cittadini, di devastazione e saccheggio di altre case e pubblica farmacia, d’incendio e distruzione di documenti. Per questi fatti, ventisette popolani furono condannati ai lavori forzati ed al pagamento delle spese all’Erario dello Stato dalla Gran Corte di Trani il 24 agosto 1861. (vedi "I tumulti del 3 settembre 1860 a Bitetto" a cura di Giovanni Palumbo, dono alla Biblioteca comunale).

Su questa strada abitano 25 famiglie per un totale di 80 persone.