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TURATI FILIPPO -via- Itinerario: Piazza Moro-via Palo-via Maddalena-via Santoro-via Costa da via Costa Andrea a via Sciarra Raffaele 2^traversa lato destro Delibera C.C. n.97 del 28.3.1988 Uomo politico italiano (Canzo, Como, 1857-Parigi 1932). Laureatosi in legge e accostatosi agli ambienti della democrazia radicale, nel 1884 conobbe Anna Kuliscioff con cui si legò sentimentalmente e intellettualmente. Spinto da lei allo studio del marxismo e al socialismo, nell'estate del 1889 costituì la Lega socialista milanese con l'intento di porre fine all'isolamento della classe operaia e di dar vita a un nuovo partito. Fondata, quindi, la Critica sociale (1891), nel 1892 fu tra i promotori del congresso di Genova che portò alla nascita del Partito dei Lavoratori Italiani (dal 1895 Partito Socialista Italiano) attraverso la scissione dall'anarchismo e dal radicalismo borghese. Persuaso però che la difesa delle libertà fondamentali e l'evoluzione in senso democratico dello Stato fossero la prima condizione per la sopravvivenza e lo sviluppo del movimento operaio tornò a favorire stretti legami operativi con le forze radicali e repubblicane sia in Parlamento sia nel Paese. Eletto deputato nel 1896, nel 1898 fu condannato a dodici anni di reclusione in occasione dei moti di Milano, ma fu amnistiato l'anno successivo. Nel 1901 appoggiò il Ministero Zanardelli e quindi stabilì una sorta di tacita collaborazione con Giolitti che gli attirò l'accusa di riformismo. Contrario alla campagna di Libia e neutralista convinto, aderì, tuttavia, alla mobilitazione patriottica successiva alla rotta di Caporetto. Dopo il 1918 tentò ancora una volta di favorire i legami tra i partiti di democrazia laica e progressista e il movimento operaio e nel 1922 arrivò persino a dichiararsi disponibile alla collaborazione governativa. Di fronte all'opposizione dell'ala massimalista fu però costretto a uscire dal P.S.I. e poco dopo diede vita con altri al PartitoSocialista Unitario. Avversario del fascismo, fu tra i protagonisti dell'Aventino e dopo le leggi speciali del 1926 dovette fuggire in Francia. Trascorse gli ultimi anni a Parigi, dove lavorò attivamente nella Concentrazione antifascista e con P. Nenni contribuì alla riunificazione del partito (1930). |