|
Nato nel 1400 circa
a Zara, capitale della Dalmazia da Leonardo e da Beatrice Varinguez.
Venuto a Bari all'età di 18-20 anni dimorò nel convento di S.Pietro.
A Bitetto arrivò negli anni 1438-39.Dimorò in Conversano e Cassano
delle Murge per poi ritornare di nuovo a Bitetto. Ricordi: Mentre
il Beato Giacomo se ne stava in orazione dinanzi alla
cappella della Vergine, una lepre, inseguita da levrieri e cacciatori
corre a ripararsi sotto il suo abito, scampa il pericolo ed
è dal Beato Giacomo presa in braccio , accarezzata e benedetta."Fai
una via che dalla città porta al convento" disse il Beato
Giacomo al Duca D'Atri e in una notte la strada fu bella e fatta.
Prima di morire il Beato Giacomo piantò in terra, nel piccolo
giardino di agrumeti, il suo bastone di legno di ginestra, che
crebbe in albero maestoso. Dopo due secoli seccò, ma se ne conserva
ancora nello stesso sito il tronco. Morì fra il 1485/90 il 27
aprile.
Alcune note sul
Convento: il convento é venuto sviluppandosi attraverso i secoli,
secondo le esigenze dei frati che l'abitarono. Fu fondato nel
1432, dietro interessamento del vescovo Carlo Arcamone, e con
l'autorizzazione del Papa Eugenio IV. Per circa due secoli l'abitarono
i Frati Minori Osservanti, che, nel 1625, per volontà di Urbano
VIII, lo cedettero ai Frati Minori Riformati. Nel 1866 il convento
passò in proprietà del Comune, che lo cedette alla confraternita
del Purgatorio. Qualche decennio dopo la seconda guerra rimase
abbandonato per parecchi anni. I Frati tornarono nel 1908, ma
non nel loro antico convento. Con enormi sacrifici, si costruirono
a poco a poco un comodo conventino sulle volte del coro e della
sagrestia. Cantico convento, spogliato e malridotto, fu affidato
ai Frati, con una convenzione il 1981, ed oggi é casa di formazione
per i chierici di teologia. Ed é proprio qui che il Beato Giacomo
trascorse gran parte della sue esistenza. A Bitetto mon, molto
probabilmente, dopo il periodo più aspro della fallita congiura
dei baroni e le vendette spietate del Re di Napoli, che accaddero
tra il 1486 e il 1487. La sua fama di santità si accese una
ventina di anni dopo la sua morte, quando il suo corpo fu trovato,
nel sepolcro comune dei frati, ancora colorito, flessibile ed
incorrotto. La causa di canonizzazione, iniziata nel 1629, dal
vescovo locale Michele Masserotti, fu ripresa e conclusa dal
vescovo Onofrio Odierna. Nel 1700, Clemente XI lo proclamò Beato
in considerazione del suo culto immemorabile. E' dei giorni
nostri l'apertura della causa di santificazione.
9. Facultas Transumptum aperiendi in Causa Beati Iacobi Illyrici
de Bitecto
Congregatio
de Causis Sanctorum
Prot. N. 1716?9/01
BAREN.?BITUNTINA. Canonizationis Beati IACOBI ILLYRICI DE BITECTO
Laici professi Ordinis Fratrum Minorum.
Rev.mus P. Lucas De Rosa, O.F.M., Postulator Generalis Ordinis
Fratrum Minorum, ab hac Congregatione de Causis Sanctorum petit
ut Transumptum Inquisitionis Dioecesanae, apud Curiam ecclesiasticam
Barensem-Bituntinam peractae, super adserta mira sanatione pueri
Vincentii Macario, intercessioni Beati Iacobi Myrici de Bitecto,
Laici professi Ordinis Fratrum Minorum, tributa, clausum sigillisque
munitum in actis eiusdem Congregationis asservatum, aperiri
possit.
Haec Congregatio, attentis expositis, pro gratia iuxta preces
benigne annuit: servatis de cetero omnibus de iure servandis.
Contrariis non obstantibus quibuslibet.
Datum Romae, ex aedibus eiusdem Congregationis, die 2 mensis
Martii A.D. 2001.
IOSEPHUS CARD. SARAIVA MARTINS
|