Bellini           

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BELLINI VINCENZO -via-

Itinerario: Piazza Moro-carso Garibaldi-via De Robertis Antonio-via Verdi

da via Verdi a prop. privata 1^traversa lato destro

Delibera C.C. n.11 del 26.10.1978

Compositore italiano (Catania 1801-Puteaux, Parigi, 1835). Compì i primi studi musicali con il nonno Vincenzo Tobia; nel 1819 entrò nel collegio di musica di Napoli, dove fu allievo di G. Tritto e, dal 1823, di N. Zingarelli. Le sue prime affermazioni, ottenute con le opere Adelson e Salvini (1825) e Bianca e Fernando (1826), commissionata dal teatro S. Carlo di Napoli, attirarono l'attenzione del Barbaja, che gli ordinò un lavoro per il Teatro alla Scala: nacque così Il Pirata (1827), momento decisivo nella carriera del musicista, la cui fama cominciava a diffondersi in Italia e all'estero. Il libretto, dovuto a F. Romani, segnò l'inizio di una collaborazione cui Bellini tenne molto, avvertendo soprattutto nella qualità del verso del famoso librettista uno stimolo particolarmente congeniale alla sua ispirazione. Da tale collaborazione nacquero le opere La Straniera (Milano, 1829), Zaira (Parma, 1829), I Capuleti e i Montecchi (Venezia, 1830), La Sonnambula (Milano, 1831), Norma (Milano, 1831) e Beatrice di Tenda (Venezia, 1833). L'insuccesso di quest'ultima e contrasti sorti durante la sua preparazione determinarono la rottura con Romani; il librettista dell'opera seguente, I Puritani (Parigi, 1835), fu C. Pepoli. Nel settembre 1835 Bellini morì, in circostanze non del tutto chiarite, in seguito a una grave malattia intestinale.