Gandhi           

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GANDHI MOHANDAS KARANCHAND -via-

Itinerario: Piazza Moro-via Beato-via Farella

da via Farella Giuseppe a via Giuseppe Verdi 1^ traversa lato sinistro già vico Farella Giuseppe

Delibera G.C. n.360 del 26.7.1995

La dottrina della non violenza (Grande anima). Pensatore e uomo politico indiano (Porbandar 1869-Nuova Delhi 1948), studiò prima in India, poi a Londra, dove si laureò in giurisprudenza. Al ritorno in India (1891) praticò l'avvocatura e prese contatto con i circoli nazionalisti, ma poi recatosi nell'Africa del Sud decise di dedicarsi alla difesa dei connazionali emigrati. Solidamente ancorato all'humus della cultura induista, ma non disdegnando gli apporti di altre grandi religioni come il cristianesimo e l'islamismo e del pensiero filosofico indiano, Ramakhrisna e Vivekananda, e occidentale (L. Tolstoj, H. Thoreau), G. formulò in questa sua prima attività sociale la dottrina della non-violenza (mutuata dalle Gita) e di un pacifismo venato di spirito anarchico, che gli proveniva dall'influsso di Tolstoj (suo maestro ispiratore, con il quale entrò in corrispondenza dedicandogli la colonia agricola di Phoenix). G. organizzò un partito politico e diede vita al settimanale Indian Opinion, in cui il suo orizzonte politico si allargava e si completava nell'identificazione della "forza della verità" satyagraha con la fedeltà assoluta agli ideali della propria coscienza fino a giungere alla disobbedienza civile (per influenza delle idee di H. Thoreau) entro i limiti della non-violenza. Per ben comprendere il pensiero di G., che pone a ogni azione umana il limite invalicabile della non-violenza, è necessario precisare che tale precetto non si ferma a una posizione negativa (non essere causa di male agli altri) ma possiede in sé la carica positiva della benevolenza o beneficenza universale e diventa "l'amore puro" comandato dai sacri testi dell'induismo, dai Vangeli e dal Corano.

Su questa strada abitano 4 famiglie per un totale di 10 persone.