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Denominata anticamente via di Sor Leone.
Denominata anticamente via di Sor Leone. Capostipide fu Marino di Bisanzio di Leo. Su questo tratto di strada esiste una corte detta Corte Leonese, in passato denominata "Corte Guadagni" e la casa dei Cavalieri di Malta della quale ben poco si conosce di questo monumento che é tra le più importanti testimonianze dell'età medievale in Bitetto. La stessa attribuzione all'ordine cavalleresco ci viene dalla tradizione locale, ma dati fondamentali, come l'anno di costruzione e le sue vicende storiche, attendono ancora di essere chiariti. La casa dei Cavalieri di Malta sorge in via Leonese, nel tratto in cui la viuzza, superato l'andito sormontato dalla fiammante bifora gotica che occhieggia da un bugnato a punta di diamante, piega ad angolo retto sulla destra. L'edificio, in conci dal caldo colore ambrato, é una costruzione a due piani che I'angustia della via evidenzia ancor più nella massa volumetrica. All'esterno di quella che viene considerata la facciata, una scala rampante si slancia dal suolo stradale sino all'ingresso del primo piano il quale é sormontato da un architrave adorno di cornice a denti di sega. In corrispondenza del secondo piano una bifora ogivale ad archetti gotici trilobati ravviva ed arricchisce la spoglia parete. Ai lati della bifora, a livello dell'imposta dell'arco, due mensole decorate e forate all'estremità, fuoriescono dalla parete. II lato orientale della costruzione, in parte adibito ad abitazione privata, presenta al piano terra due ingressi ogivali di cui il secondo porta al sommo dell'arco uno stemma dalla ricca decorazione barocca. L'intera costruzione aveva sul retro una corte di servizio cui ora si accede tramite un profondo fornice che trafora costruzioni posteriori che si sono addossate alla casa dell'Ordine Cavalleresco. Da questo piccolo cortile si scopre che la casa ha un impianto particolare che si potrebbe definire a "tau" in quanto, perpendicolare al corpo della fabbrica, s'innesta un'ala occultata in parte da edifici di epoca posteriore. Questo nuovo corpo si presenta, come tutta la costruzione, a due piani, al disopra dei quali si scorgono tracce di altri muri. A piano terra, nel cortile, si aprono vasti ingressi descritti da archi lunati che immettono in quelli che dovevano essere gli antichi fondachi. L'analisi del monumento non rivela singolari peculiarità che permettano di ricostruire o chiarire la sua storia. Pertanto, allo stato attuale e fino a quando non si disporrà di notizie storicamente accertabili, si può datare I'intera costruzione tra la fine del XIII sec. e la prima metà del successivo.
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