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POPOLO -piazza-

da piazza Aldo Moro già Piazza dell'Impero già piazzetta Vescovado (da P.zza Municipio a via Monastero)

TAV.17 C/A D/4

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( Facciata della Cattedrale durante il periodo bellico 1940-45, con protezioni di sacchi di sabbia alle     sculture esterne. Foto concessa dall'ing. Vincenzo Frascolla. )

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Luogo di ritrovo del popolo bitettese. Su questa piazza si trova la Cattedrale di Bitetto" principale monumento del paese che rivela facilmente ad una osservazione diretta le vicende della sua storia: ad un corpo centrale, a croce latina, d'epoca romanica, essa presenta addossate ai suoi muri perimetrali cappelle settecentesche, sormontate da cupole, ed una coeva torre campanaria che si innesta sul fianco sinistro della facciata trecentesca. La storia della cattedrale, almeno nelle sue grandi linee, inizia nell'XI sec. Con l'istituzione del vescovado in Bitetto; prosegue con la riedificazione voluta dal vescovo Bonocore ed eseguita da Mastro Lillo da Barletta nel 1335 (come attesta l'epigrafe sull'architrave del portale); continua con la trasfigurazione operata da mons. Francesco Franco negli anni del suo vescovado (1736-1745) allorché la costruzione delle tre cappelle e di una volta a botte ampliano e travisano l'aspetto del primitivo ambiente; si completa (ci auguriamo) con l'intervento di restauro del 1959 che scrosta gli intonaci settecenteschi e ripristina in parte quanto era andato occultato o distrutto: capriate, matronei, absidi laterali ed iconostasi. L'interno del duomo ci presenta ora, come tutte le chiese romaniche di Puglia, con transetto triabsidato e corpo longitudinale distinto in tre navate. I muri mediani che separano la navata centrale dalle laterali, cono divisi, nell'alzata, in tre piani: arcate a doppia ghiera in basso, falsi matronei lungo la fascia mediana e finestre monofore in prossimità dell'attacco del muro con il tetto a capriate. Al posto dell'abside centrale e nei muri delle navate minori si aprono le cappelle settecentesche che dilatano la planimetria della chiesa romanica. Scampata a tutte le manipolazioni subite dall'interno, la facciata occidentale, nella sua triplice divisione scandita da alte e robuste paraste, nel frontone con archetti rampanti che si ripetono anche lungo il profilo degli spioventi, nel rosone sormontato da elegante archivolto, nelle tre bifore e nei tre ingressi che immettono nelle rispettive navate, si offre alla nostra ammirazione in tutta la sua originaria bellezza. E' soprattutto il portale mediano che incanta il nostro sguardo. Due leoni stilofori dalla folta criniera, associati su mensoloni decorati sono a guardia di tale ingresso. Sulla schiena i ciascun animale poggia una elegante colonna dal capitello traforato con intrecci viminei. Nella zona inferiore della lunetta, vi sono i dodici apostoli con il Cristo nel mezzo. Di tutt'altro genere è la decorazione degli stipiti sterni che ci propongono episodi del Nuovo Testamento. Guardando a sinistra, si staglia la scena molto deteriorata della "Annunciazione" segui da "la natività" e I"'adorazione dei Magi", la "strage degli innocenti" e, allo stipite di destra, dalla "Presentazione al tempio", la "Fuga in Egitto", Gesù tra i Dottori", "II battesimo nel Giordano" e le "Nozze di Cana".

Su questa piazza abitano 9 famiglie per un totale di 32 persone.