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COMUNE DI BITETTO

Medaglia d'Oro al Merito Civile



CENNI SUL TERRITORIO
Centro agricolo in provincia di Bari, a 15 km dal capoluogo, a 139 m sul primo gradino delle Murge. Comune di 33,61 kmq con 10143 ab al 21.10.2001 data dell'ultimo Censimento Generale della popolazione e con una viabilità di circa 37.280 m.; produzione di cereali, olive, oliva termite, mandorle e uva. Antico insediamento (vi si rinvennero tombe del se
c. IV a. C.), fu devastato dai Saraceni, dai Normanni e dagli Svevi e decadde definitivamente intorno alla metà del sec. XVI, a causa di una grave epidemia di peste. D'interesse artistico è il nucleo medievale, con resti di mura e torri, case di tipo orientale e spagnolesco, la casa Fazio, già palazzo dei Cavalieri di Malta, e la grandiosa cattedrale romanica (vedi foto periodo ultima guerra mondiale con le protezioni alle sculture di grande valore storico), il Convento del Beato Giacomo, la chiesa di S. Maria la Veterana, la Chiesa di San Domenico, la Chiesa della Benedetta, il palazzo del Barone, la Chiesa della Maddalena, la Chiesa di San Rocco e la piccola Chiesetta di San Giuseppe e la chiesa della Madonna della Neve.

Storia

Le prime ricerche sistematiche risalgono al sec. XIX; in Italia promotore e fondatore della toponomastica fu G. Flecchia (1811-1892). Nel sec. XX essa si sviluppò e perfezionò soprattutto ad opera di S. Pieri, D. Olivieri, G. Serra, V. Bertoldi, C. Battisti, G. Alessio. I toponimi possono riflettere non solo particolarità geomorfologiche del terreno, ma anche vicende storiche e culturali che hanno influenzato quell'ambiente geografico: elementi mediterranei preindeuropei sono rilevabili in toponimi come Taormina (l'antica Tauromenio che presenta la base mediterranea tauro "monte"). Le varie popolazioni dell'Italia antica hanno lasciato tracce della loro presenza in numerosi toponimi: trasparente è l'origine greca di Napoli (Neápolis, città nuova), osco è il nome di Avella (Abella, città delle mele), messapico è il nome di Brindisi (Brentésion da bréntion, testa di cervo, per la forma del porto), ecc. Dei toponimi romani molti sono legati a nomi di persona, come Aosta (Augusta Praetoria), Forlì (Forum Livii); e sempre da nomi personali col suffisso -anum si sono formati numerosi altri nomi di luogo. Una parte dei toponimi italiani riflette le diverse dominazioni germaniche: di quella degli Ostrogoti sono tracce alcuni toponimi in -engo, p. es. Marengo (la forma più antica è Malarengo, dal nome gotico Malaharjis); di quella dei Longobardi sono testimoni i numerosi toponimi formati con Fara, termine indicante il nucleo familiare o gentilizio che stava alla base dell'ordinamento sociale e militare longobardo (Fara d'Adda, Fara Novarese); alla dominazione araba in Sicilia risalgono toponimi come Caltagirone (da qal! at algiran, castello delle grotte). Alcuni toponimi hanno conservato le antiche desinenze di casi latini: Rimini suppone un lat. Arimini locativo di Arminum.

ETIMOLOGIA DELLA PAROLA "BITETTO"

Le origini di Bitetto si perdono nel buio del passato e quindi l’etimologia del suo nome è molto difficile da accertare. Uno storico, Nicola Santoro, afferma che Bitetto è un’antica colonia greca: HETIUM poichè Plinio, menzionando le popolazioni della Puglia, pose Hetium tra Bitonto, Palo, Polignano e Grumo. Per Santoro, Bitetto deriva da BETH che vuol dire capanna, paese, e Hetium che vuol dire arido, asciutto. Infatti Bitetto non ha mai avuto acque fluenti o stagnanti; nell’antichità, per l’amenità del suo clima, era un luogo di villeggiatura per i signorotti del tempo.

La colonia greca Hetium fu più volte distrutta dai Saraceni, da Guglielmo il Malo, da Federico II, da Corrado e i bitettesi, nel riedificarla, anteposero ad Hetium, i cui ruderi pare si trovino in contrada San Marco, sulla via per Bitritto, il monosillabo Beth, ed ecco BETHETIUM.

Nel 1300 con la volgarizzazione della lingua Bethetium divenne BETETO e poi Bitetto.

Per altri, invece, Bitetto deriva da VINETUM cioè vigneto, confortati in questa tesi dal fatto che ancora oggi Bitetto in dialetto si pronuncia VTET e che lo stemma comunale rappresenta una vite carica di uva contro cui si erge un liocorno (cavallo con in fronte un corno) simbolo dell’abbondanza e della forza intellettiva che resiste alle tentazioni di Bacco. Sul liocorno e sulla vite c’è una stella, simbolo della luce della divina provvidenza. Tale stemma fu coniato dopo le crociate quando tutti furono presi dalla mania di avere uno stemma personale (lo si può ammirare sul pavimento del monumento ai Caduti in piazza Umberto e scolpito su un lastrone in pietra depositato sul Comune).

Nel corso dei secoli e delle lotte tra papato e impero, Bitetto fu sempre un’ostinata e convinta sostenitrice del papato e per questo fu più volte distrutta.

Per altri Bitetto deriva da BIS TETUM cioè due tetti, esprimendo in tal modo il fatto storico che Bitetto fu per ben due volte completamente rasa al suolo ma tale tesi sembra in contrasto con i fatti in quanto se Bitetto fu per ben due volte distrutta, allora fu edificata tre volte.

Un altro storico, il Mirenghi, afferma, invece che Bitetto vuol dire paese produttore di pascolo, da due parole greche:

 

"anonimo"